X dare voce a tutti coloro che sono a favore di uno sviluppo sostenibile di Riccione.
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giovedì 16 agosto 2012
martedì 10 luglio 2012
domenica 1 luglio 2012
Il colore dei fasti che furono
Il verde. Da sempre l'appellativo di Riccione, la perla dell'adriatico. O almeno lo é stato negli anni del suo massimo splendore. Un colore che negli ultimi decenni in pochi hanno usato sulla tavolozza mentre disegnavano e progettavano lo sviluppo di quella che era, ahimè oggi non lo é più, una delle più ambite mete per vacanze estive.
Il verde del Parco di Riccione, il Parco della Resistenza, voluto agli inizi degli anni ´70 dall'allora sindaco comunista Cenni. Ad oggi rimane l'unico progetto che dopo 40 anni ancora ha un significato positivo e mostra la validità di un'idea giusta: dotare di un parco pubblico la Perla Verde. Chi lo succederà non riuscirà mai a fare qualcosa di questa postata. Ricordiamo solamente tentativi meschini e vili come quello dell'esproprio dei parchi delle ville storiche di via delle Magnolie da parte della giunta Pierani. Di peggio faranno i sindaci cementisti Masini, Imola e Pironi, che lasceranno in eredità ai Riccionesi opere faraoniche inutilizzate e debiti colossali che con il verde non hanno nulla a che fare. Il classico errore da non fare quando si vuole tenere fede alla promessa del branding.
Alle sette di una domenica mattina di piena estate il parco "Robinson" (così viene da molti chiamato nonostante il motivo mi sia ignoto) mostra i segni del tempo, anni che hanno maturato il progetto e reso un parco maturo, finito, bellissimo, con numerose essenze diverse, isole di pace e zone per la gioia di genitori e bambini. Stamattina é pressochè deserto, qualche joggers e poco più. A guardarlo bene necessiterebbe di qualche cura: i prati sono brulli, le aiuole da pareggiare, ma il prato dei calciatori é ben rasato. Peccato che non ci si dedichi qualche attenzione in più. É pur sempre una delle attrazioni della città, checché se ne dica. É invece tristemente constatiamo come oggi con la costruzione del playhall e prima del nuovo pattinodromo abbia perso numerosi metriquadri di prato e alberi, tanto da rendere la zona degli impianti onestamente un pó troppo congestionata. Il tutto per gratificare il costruttore con aree commerciali. Già, il cemento avanza e si mangia anche il verde de parco, simbolo della città e colore che ormai sulla tavolozza é finito, miscelato con grigi o altri colori metallici e inerti che ne hanno occupato lo spazio. E temo che nemmeno nel tubetto di verde ce ne sia rimasto tanto...
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lunedì 25 giugno 2012
venerdì 16 marzo 2012
Il tempo è galantuomo
Il tempo è galantuomo e di solito sistema tutte le cose, facendo emergere il buonsenso e la verità. C'era una volta qualcuno che diceva la stessa cosa: ci sono alternative possibili. E avanzava proposte. Oggi non solo condivise ma approvate.
Invece c'éra chi criticava chi sosteneve queste tesi e tacciava la stessa, parliamo della leadel dell'opposizione Renata Tosi, di destabilizzare e di ignorare che "la scelta fatta era la migliore"
mercoledì 14 marzo 2012
martedì 13 marzo 2012
Non ci resta che il passato...
I vecchi fasti non torneranno più, ci rimane solo il ricordo e la nostalgia dei magnifici tempi passati
mercoledì 29 febbraio 2012
Fatta la legge trovato l'inganno..
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domenica 26 febbraio 2012
RiccioneSI: il manifesto
CREDIAMO DAVVERO CHE SIA ARRIVATO IL MOMENTO.
La risposta arrogante e impaurita che la politica che governa la nostra città ha dato alla richiesta di promuovere i Referendum su tre delle più importanti scelte che “cambieranno il nostro futuro”, ha dato il segnale forte e chiaro che a Riccione non basta più dare voce e tensione alla cittadinanza attiva.
OCCORRE che vi sia un protagonismo più forte e più partecipe. Non solo capace di condizionare le decisioni di chi governa la città, ma, capace anche di farsi soggetto decisore e decisivo nell’amministrazione della città. C’è necessità e spazio perché la forte vitalità espressa dai Comitati spontanei, nati per contrastare la scelleratezza di decisioni e progetti, che avranno solo il merito di infierire mortalmente su questa città, il suo paesaggio, la sua sostenibilità, il suo decoro e la sua serenità, si organizzi per contare di più e meglio.
OCCORRE che, dal basso, con la stessa vitalità, lo stesso impegno e la stessa serena tranquillità che li ha, fin qui, animati e fatti grandi, si avvii un percorso costitutivo che li farà confluire verso la nascita di un Movimento di opinione, per la città e con la città. Un Movimento che non si trattenga più dall’esercitare un possibile ruolo politico. Un Movimento che racchiuda e difenda la stessa originalità che ha animato la protesta, trasformandola in un Movimento di proposta. Il momento è arrivato!
Troppo grandi e decisive sono le sfide che Riccione dovrà assolutamente vincere per la sua sostenibilità e il suo sviluppo economico e sociale, per lasciarle in mano e alle decisioni di questa classe politica, ormai allo sbando e succube della sua stessa autolegittimazione. L’esercizio di delega a governare i cambiamenti e il nostro futuro ha bisogno di trovare un nuovo interlocutore, che sia più consapevole e maggiormente responsabile.Che sia capace di ascoltare, prima di decidere. Che sia capace di resistere alle disposizioni di una classe politica autoreferenziale e supponente. Sempre più legata ai meccanismi dell’appartenenza, della spartizione e della negoziazione con la speculazione e l’affarismo.
OCCORRE che Riccione si riprenda la città e tutto quello che ha dato in delega ad un partito, ad una classe politica, oggi inadeguata e priva di visione e di capacità.
OCCORRE che nasca un sentimento nuovo, che saluti e abbandoni i vecchi schemi del potere e della governabilità del fare a tutti i costi e sopra tutte le teste.
OCCORRE che Riccione si svegli dal torpore della sonnolenza in cui il benessere l’ha imprigionato e sopito.
OCCORRE che Riccione sappia coniugare i sogni ai suoi bisogni. L’esigenza alla lungimiranza. La realtà alla visione. Le regole ai diritti.
OCCORRE che la scuola, i servizi alle persone, agli anziani e alle famiglie, il decoro e l’attenta cura della vivibilità in città e nei quartieri, tra la gente di qui e la gente che accoglie, abbiano la prerogativa di essere davvero e solo al centro dell’azione amministrativa.
OCCORRE che tutte le leve economiche della città, la sua vocazione turistica, le sue capacità di innovazione e di modernità diffusa, le sua scelte di protagonismo nazionale ed internazionale rispondano, nel rispetto, al desiderio di vivere in una città amabile, amica,serena e radiosa.
OCCORRE che la parola sostenibilità sia arricchita con la forza della responsabilità, della diversità e della resistenza. OCCORRE che si guardi al futuro con sguardo sereno. Anche con l’allegria che gioca negli occhi e nei vivaci segnali dei nostri figli e dei loro amici. Di quegli amici di una vita e di quelli di una stagione.
OCCORRE che Riccione si apra alla modernità che non sia fatta di devastante architettura e aggressiva speculazione.
OCCORRE che Riccione si offra al nuovo coniugando Bene-Essere a Star-Bene.
OCCORRE smetterla con la finanza d’assalto e i debiti a venire.
OCCORRE che il Fare ritrovi la sua ragione d’essere nel Trasformare, nel Ristrutturare, nel Salvare, nel Recuperare. OCCORRE che Riccione accolga questo segnale e questo momento.
OCCORRE che si dia un senso ed una casa, nuova e grande, a questo bisogno e a chi questa città la ama e la difende, la sogna e la disegna, in un modo oggi diverso, forse più leggero e meno visionario, ma sicuramente più attento, e certamente più armonioso.
OCCORRE che Riccione ritrovi Rispetto!
giovedì 23 febbraio 2012
domenica 19 febbraio 2012
sabato 24 dicembre 2011
La ciliegina sulla torta
Buttare i soldi é peccato, ci hanno insegnato i nostri vecchi. Loro sono cresciuti in tempi duri, postbellici e di ricostruzione, e sapevano dare valore a ogni singolo lira. E anche quando il boom economico del dopoguerra gli ha dato il benessere non hanno mai cambiato atteggiamento verso il valore dei soldi. Oggi invece, mentre l'amministrazione comunale riccionese scarica tutte le colpe sul patto di stabilità e al precedente governo, lo stesso governo locale riesce a fare cose veramente inspiegabili, soprattutto in tempi di crisi. Infatti vediamo che sul tavolo ci sono solamente progetti faraonici che in fare preliminare costano svariate decine di milioni. Assistiamo ad uno sperpero di denaro pubblico che ha a dir poco dell'inspiegabile, e tanto meno ciò per scelte a dir poco discutibili. Proprio oggi, con l'aria ce tira, paghiamo la prima "bolletta", 2,5 milioni di euro.
Ma l'apoteosi la si raggiunge quando scelte discusse e criticare mostrano la corda e si dimostrano essere quello che alcuni prospettavano. Un esempio ne é la pista da ghiaccio pagata 180 mila euro e che quest'anno rimane inutilizzata, inpacchettata nei magazzini della Geat. Buon natale!
Dai e dai...
Finalmente, nonostante denunce, condanne e episodi inequivocabili ora ci si mette in moto per fare chiarezza. Chissá che sorprese ci aspettano?
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
Raccogliamo dal web e pubblichiamo volentieri con il consenso dell'autore
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
dopo anni di gioventù passati crescendo per le vie del centro Riccionese, sto ora vedendo crollare piano piano tutti quei punti fermi che avevo nella quotidianità. prima mi chiudono le Manfroni, le mie carissime scuole medie, poi adesso mi giunge la notizia della vendita delle scuole elementari di via Catullo....
aldilà del dolore che provo vedendo pezzi di storia Riccionese crollare uno ad uno, mi sorgono alcuni quesiti da porre:
tutti i bambini che abitano nel centro della città devono quindi d'ora in poi spostare le loro fatiche scolastiche all ' annika brandi??? o a fontanelle????
situazioni che già soffrono di congestionamento....
tutto questo di sicuro non aiuta le famiglie che si trovano a dover attraversare la città da una parte al altra, infilarsi in imbuti di traffico lunghi ed estenuanti.
tutto questo non giova ai bambini, che perderanno quella piccola autonomia personale, quella di poter in certi momenti dell anno recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.
tutto questo non gioverà al centro cittadino che sta sempre diventando di più un quartiere dormitorio......
vorrei ricordare al amministrazione che sono i servizi alla cittadinanza che servono a tener viva la città ed il quartiere......
ed i servizi sono: le scuole, i parchi, le chiese, i centri di quartiere, i negozietti......
le scuole le vendiamo......
i parchi li asfaltiamo.......
le chiese rimangono sempre chiuse....
i negozietti che son sempre stati l'anima del commercio e dell ospitalità riccionese devono chiudere a scapito dei centri commerciali........
piano piano il centro di Riccione sta morendo.... quando sarà morto definitivamente Riccione perderà il proprio appeal.
ma allora a chi giova questa nuova ed ennesima operazione edilizia a danno del cittadino????
solo al classico speculatore/costruttore di turno.....si perchè fare appartamenti li in centro.... anzi in centrissimo..... ancora tira.... ancora vende.......
non giova ai Riccionesi.
è ora di dire basta.
Gabriele Galassi
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
dopo anni di gioventù passati crescendo per le vie del centro Riccionese, sto ora vedendo crollare piano piano tutti quei punti fermi che avevo nella quotidianità. prima mi chiudono le Manfroni, le mie carissime scuole medie, poi adesso mi giunge la notizia della vendita delle scuole elementari di via Catullo....
aldilà del dolore che provo vedendo pezzi di storia Riccionese crollare uno ad uno, mi sorgono alcuni quesiti da porre:
tutti i bambini che abitano nel centro della città devono quindi d'ora in poi spostare le loro fatiche scolastiche all ' annika brandi??? o a fontanelle????
situazioni che già soffrono di congestionamento....
tutto questo di sicuro non aiuta le famiglie che si trovano a dover attraversare la città da una parte al altra, infilarsi in imbuti di traffico lunghi ed estenuanti.
tutto questo non giova ai bambini, che perderanno quella piccola autonomia personale, quella di poter in certi momenti dell anno recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.
tutto questo non gioverà al centro cittadino che sta sempre diventando di più un quartiere dormitorio......
vorrei ricordare al amministrazione che sono i servizi alla cittadinanza che servono a tener viva la città ed il quartiere......
ed i servizi sono: le scuole, i parchi, le chiese, i centri di quartiere, i negozietti......
le scuole le vendiamo......
i parchi li asfaltiamo.......
le chiese rimangono sempre chiuse....
i negozietti che son sempre stati l'anima del commercio e dell ospitalità riccionese devono chiudere a scapito dei centri commerciali........
piano piano il centro di Riccione sta morendo.... quando sarà morto definitivamente Riccione perderà il proprio appeal.
ma allora a chi giova questa nuova ed ennesima operazione edilizia a danno del cittadino????
solo al classico speculatore/costruttore di turno.....si perchè fare appartamenti li in centro.... anzi in centrissimo..... ancora tira.... ancora vende.......
non giova ai Riccionesi.
è ora di dire basta.
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venerdì 2 dicembre 2011
Si potrebbe gridare allo scandalo
Ricordo che pempo fà i normali cittadini dovevano sottostare alla regola che per ogni albero soppresso andavano piantati almeno 2-3 nuovi alberi.
Oggi pare che invece si possa fare come si vuole, in barba alla regola e soprattutto in barba all'estetica della città. Cosa ne pensate?
mercoledì 30 novembre 2011
Qualcosa si muove.....
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