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lunedì 25 giugno 2012

Un incomprensibile degrado


Siamo in piena zona residenziale a Riccione, la zona del Parco e degli impianti sportivi. Una zona che ha visto recentemente uno sviluppo consistente in termini edilizi con la costruzione simultanea di un nuovo palazzetto delle sport, il Playhall, e una nuova piscina all'aperto. Il tutto pianificato per collocare Riccione, secondo una strategia condivisibile, nel top delle destinazioni che attraggono turisti sportivi. Ma la cosa sconcertante é il degrado in cui viene lasciata la zona proprio in occasione di importanti eventi sportivi che attraggono, a detta degli organizzatori, decine di migliaia di partecipanti.
Il Playhall, già pienamente funzionante (nel momento in cui scriviamo si tengono gli assoluti nazionali di tennistavolo) e quindi presumibilmente completato e allo stato di "lavori consegnati", presenta una serie incredibile di incompletezze. Il verde, i marciapiedi, i parcheggi. Mancano persino i cestini dell'immondizia. Oggi stesso osserviamo automobili parcheggiate fin davanti all'ingresso, in barba alle più elementari norme di buon senso e decenza, mentre il parcheggio a pagamento, ancora non del tutto terminato ma già pronto a ricevere il pedaggio, é praticamente vuoto. Ai margini dell'opera ci sono tutta una serie di incompiute, dettagli trasandati, incongruenze architettoniche che fanno sorgere una domanda: ma l'opera é completata? se si, a consegna lavori, sono state fatte le verifiche del caso? E infine: chi risponde di tutto ciò?

Mezzi e attrezzatura sin davanti all'ingresso

Da notare il parcheggio sul prato!!


In zona non ci sono cestini per i rifiuti e tutto finisce a terra

Adiacente al Playhall sorge una zona commerciale costruita negli anni '80 con tutto attorno una serie di palazzine con abitazioni private. Il centro ospita oggi il Conad Romangna, un meccanico, un bar e una pescheria. Il tutto assieme ad una decina di locali vuoti e lasciati nel più completo degrado. Pare che una parte dei suddetti locali siano di proprietà del comune che non si é affatto preoccupato di dare un senso alla ristrutturazione della zona, con la costruzione del Playhall, e ha invece lasciato tutto com'era, ovvero come si trova da ormai diversi anni. Le strade della zona sono praticamente abbandonate, non si vedono netturbini da settimane e le zone ecologiche, in zona per la verità numerose, sono lasciate a se stesse. Nel più completo degrado!





Scale di sicurezza sbarrate con metalli arrugginiti, doppio pericolo 
per eventuali bambini e in caso di necessità



Il nuovo parcheggio a pagamento, che é bene ricordare sorge laddove prima esisteva un campo da calcio in erba naturale, compreso tra via Montebianco, Carpi e Novellara, é stato costruito senza tenere conto dell'esistente, ovvero senza collegarci coerentemente ai marciapiedi esistenti e senza considerare la circolazione stradale della zona.

Mentre dall'altra parte della strada si parcheggia gratis sul prato i 
posteggi a pagamento rimangono vuoti

Speriamo che l'amministrazione metta mano alla situazione e dimostri che tiene a cuore la zona e allo stesso progetto di ristrutturazione della zona, portando a termine i lavori di rifinitura e messa in ordine del quartiere.

giovedì 14 giugno 2012

Offro io, ma paghi tu

Sembra una gag, ma in verità non é altro che la sensazione che ti rimane quando assisti a tali scene.
La scena: Riccione, inizio giugno, zona sportiva. Due eventi in contemporanea al Playhall e allo stadio del nuoto. migliaia di presenze.
Strade bloccate, parcheggi congestionati e soprattutto in numero insufficiente, lavori non completati, desolazione, caos, disorientamento. La città di Riccione richiama gente per eventi sportivi, un ottimo veicolo promozionale e linfa vitale per un indotto turistico che segna il passo per la crisi e per la fine del ciclo di vita di un prodotto turistiche che necessiterebbe notevoli revisioni.
Bene, fin qui tutto bene. Ma spesso ci si dimentica che la gente richiamata ha bisogno di servizi all'altezza della situazione. Parcheggi fruibili, piste ciclabili organizzate coerentemente a collegare l'intera città, servizi igienici all'altezza, infrastrutture senza barriere architettoniche, lavori eseguiti a regola d'arte. Insomma una IMMAGINE all'altezza di quello che Riccione vorrebbe apparire.




Ma ecco che la realtà si rivela nella sua tristezza. I parcheggi non bastano e la gente é obbligata, si obbligata a parcheggiare in zone non adibite a tale scopo. E quindi ecco che gli automobilisti, i clienti di questa città organizzatrice di eventi, prima invitati e attratti dalle promesse di una bella settimana a Riccione, vedersi mazziati dai vigili urbani che non perdono l'occasione per multare coloro che non sono riusciti ad accaparrarsi un parcheggio "ufficiale".
Anche la desolazione non passa inosservata: aiuole brulle, piantumazione scarsa, rifiniture inesistenti, ritardi inaccettabili nell'esecuzione di lavori che sono in sospeso da mesi e mesi. Tutto ciò non giova affatto all'immagine di una città turistica che nostra i segni del tempo e si ripiega sempre e solamente sui fasti di un'epoca passata e che mai più tornerà.

giovedì 7 giugno 2012

Rispedite al mittente


Si, non possiamo altro che rispedire al mittente le critiche alla Tosi, che ha avuto semplicemente la capacità di esprimere chiaramente i disagi dei cittadini della zona stadio/parco. E´ormai noto che la zona é semplicemente inondata dalle auto, e non solo in occasione degli eventi citati nell'articolo preso dal Corriere di Rimini che alleghiamo.
Gli eventi non fanno altro che aggravare la situazione, quando vengono istituiti parcheggi delimitati e a pagamento, soluzione che causa anche un notevole intralcio al già complicato traffico.

Ancora una volta l'amministrazione svia l'attenzione dal problema chiave e decanta la validità, peraltro mai negata, delle manifestazioni sportive e dei vantaggi che portano al sofferente turismo. Si, si tratta ancora della strategia di sviare l'attenzione dal problema della pianificazione territoriale e della totale assenza di lungimiranza nel progettare gli spazio urbani, congestionando ulteriormente zone che sono già allo stremo della loro sostenibilità. A volte farebbe a nostro avviso bene Piccioni stesso a tacere piuttosto che perseverare nell'ostentare quella nonchalance che mostra nei confronti dei cittadini Riccionesi.

Sulla chiosa di Piccioni in merito ai doveri della politica preferiamo non esprimere giudizi, si commenta tristemente da sè.