Sempre meglio mettere le mani avanti e dare poi la colpa a fattori esogeni.
X dare voce a tutti coloro che sono a favore di uno sviluppo sostenibile di Riccione.
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domenica 12 agosto 2012
martedì 10 luglio 2012
domenica 1 luglio 2012
Il colore dei fasti che furono
Il verde. Da sempre l'appellativo di Riccione, la perla dell'adriatico. O almeno lo é stato negli anni del suo massimo splendore. Un colore che negli ultimi decenni in pochi hanno usato sulla tavolozza mentre disegnavano e progettavano lo sviluppo di quella che era, ahimè oggi non lo é più, una delle più ambite mete per vacanze estive.
Il verde del Parco di Riccione, il Parco della Resistenza, voluto agli inizi degli anni ´70 dall'allora sindaco comunista Cenni. Ad oggi rimane l'unico progetto che dopo 40 anni ancora ha un significato positivo e mostra la validità di un'idea giusta: dotare di un parco pubblico la Perla Verde. Chi lo succederà non riuscirà mai a fare qualcosa di questa postata. Ricordiamo solamente tentativi meschini e vili come quello dell'esproprio dei parchi delle ville storiche di via delle Magnolie da parte della giunta Pierani. Di peggio faranno i sindaci cementisti Masini, Imola e Pironi, che lasceranno in eredità ai Riccionesi opere faraoniche inutilizzate e debiti colossali che con il verde non hanno nulla a che fare. Il classico errore da non fare quando si vuole tenere fede alla promessa del branding.
Alle sette di una domenica mattina di piena estate il parco "Robinson" (così viene da molti chiamato nonostante il motivo mi sia ignoto) mostra i segni del tempo, anni che hanno maturato il progetto e reso un parco maturo, finito, bellissimo, con numerose essenze diverse, isole di pace e zone per la gioia di genitori e bambini. Stamattina é pressochè deserto, qualche joggers e poco più. A guardarlo bene necessiterebbe di qualche cura: i prati sono brulli, le aiuole da pareggiare, ma il prato dei calciatori é ben rasato. Peccato che non ci si dedichi qualche attenzione in più. É pur sempre una delle attrazioni della città, checché se ne dica. É invece tristemente constatiamo come oggi con la costruzione del playhall e prima del nuovo pattinodromo abbia perso numerosi metriquadri di prato e alberi, tanto da rendere la zona degli impianti onestamente un pó troppo congestionata. Il tutto per gratificare il costruttore con aree commerciali. Già, il cemento avanza e si mangia anche il verde de parco, simbolo della città e colore che ormai sulla tavolozza é finito, miscelato con grigi o altri colori metallici e inerti che ne hanno occupato lo spazio. E temo che nemmeno nel tubetto di verde ce ne sia rimasto tanto...
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mercoledì 9 maggio 2012
martedì 13 marzo 2012
Non ci resta che il passato...
I vecchi fasti non torneranno più, ci rimane solo il ricordo e la nostalgia dei magnifici tempi passati
domenica 26 febbraio 2012
Riceviamo da anonimo e pubblichiamo
Riccione Motel 90


E' uno di quei tramonti d'estate rosso fuoco, sono su quest'autostrada da non so quanto tempo, con la lamiera dell'auto rovente nonostante l'aria condizionata al massimo.
Provengo da uno di quegli ammassi di appartamenti identificati con il nome della città a cui ci si aggiunge un numero per diversificarli ad uso e consumo delle mappe stradali un tempo e dei navigatori gps ora; di cui immobiliaristi senza scrupoli con il benevolo apporto di assessori corruttibili, decantano improbabili vantaggi abitativi e sociali solo per aver aggiunto un paio di alberi qua e là, in un degrado civile preoccupante tanto che la socialità viene spesa in tristi propaggini cementizie che chiamano centri commerciali con tanto di multisala di plastica annessa il tutto ovviamente fornito di parcheggio per la
necessaria auto.
Ho voglia di fermarmi, farmi una doccia e dormire per la notte per riprendere il mio viaggio verso sud la mattina presto con il fresco. Sono attratto alla mia destra da un costruzione imponente che svetta
in aria, non so bene cosa sia, ma l'aspetto inquietante spinge la mia mano a mettere la freccia verso destra e ad infilare l'uscita autostradale. Poco male, penso, per dormire qualche ora un posto vale l'altro.
Subito all'uscita trovo davanti a me una collinetta con sopra quello che deve essere un parco di divertimenti ed in effetti il grande cartello che pubblicizza con un finezza degna dei migliori spot falsi-irriverenti lo "Strizzacool" quello che dovrebbe essere un nuova attrattiva degna del miglior lassativo chimico in commercio.
Beh, penso, lungimirante chi l'ha costruito: è all'uscita dell'autostrada per cui per i turisti mordi e fuggi è l'ottimale. Mi chiedo qual vantaggio reale porti alla cittadina che ha permesso quello spreco inusuale di
territorio, ma so che sono domande inutili per menti troppo fini per comprendere cos'è la pianificazione. Sarà stato l'ennesimo spot elettorale di qualche sindaco ora asceso a stipendi ben più corposi.
Volto a sinistra verso quello che un cartello mi indica centro e mi meraviglio come 8 ore di viaggio non mi abbiano spostato di un cm almeno ad ammirare il paesaggio circostante.
Quattro rotonde in rapida successione, cosicchè lo stomaco è sempre sottoposto a forza centrifuga. A destra il solito centro commerciale Iper qualcosa, a sinistra la solita accozzaglia di appartamenti con
il solito parcheggio e i soliti alberelli a fare verde per le pubblicità sui giornali di annunci immobiliari, per le dotazioni minime di verde dei RUE, per la pisciatina dell'animale domestico, per i nomi delle
immobiliari che non si chiamano mai: "putrella selvaggia srl", "cemento grigio snc", "mattone fallimentare sas", ma "giardino dei ciliegi", "bosco dei pini", "valle delle ginestre" tutta roba rigorosamente cementificata.
Nonostante la triste familiarità del paesaggio, la mia attenzione è attirata dai cassonetti dell'immondizia e da uno strano accessorio che sembra più la leva di una slot machine che un'apertura per inserirci immondizia. Ed in effetti osservando bene, proprio come una slot machine non porta fortuna a tutti, ne è testimone il sacchettino di immondizia incastrato per metà mentre tutto il cassonetto è abbellito da tanti
sacchetti di altrettanta immondizia sparsi un pò in tutta l'area del cassonetto fino a trasformarlo in una specie di albero natalizio del rifiuto, prova evidente che solo pochissimi fortunati riescono
ad ottenere il premio di riuscire ad infilarlo nella fessura. Mah !!
La quarta rotonda mi invita a prendere la direzione che comunque devo tenere: sud. Quindi procedo in una trafficatissima strada che nonostante il periodo e l'ora non ha niente da invidiare alle tangeziali da cui provengo nell'ora di punta e che tutti conoscono perchè ipercitate nelle varie onde verdi quotidiane.
Il traffico mi spinge a decidere di fermarmi al primo intarsio che sembra offrire un posto da dormire e uno spazio per parcheggiare la macchina. Lo trovo dopo poco sulla mia dx, il traffico sulla strada appare incessante ed asfittico come lo sa essere quello esasperatamente lento, confido in una buona climatizzazione con buoni filtri e ottimi vetri antirumore della stanza.
Entro nell'albergo e la ragazza dietro al banco mi accoglie con un sorriso che mi fa capire di essere in un posto abituato ad accogliere turisti. Sbrigo le formalità, mi viene assegnata la stanza e giusto per non fare lo scontroso chiedo lumi sulla torre che ho visto all'uscita dell'autostrada. E' la canna fumaria del nuovo inceneritore, che la nouvelle vogue del politicamente corretto chiama termovalorizzatore. Rimango meravigliato, dalla cartina sul navigatore il mare non mi sembrava distante e avendo letto da qualche parte che dove mi trovavo era una località balneare che ci faceva un inceneritore come foto di benvenuto? Mah
Salgo in camera, faccio la mia doccia e rimango steso sul letto indeciso su come passare lo scampolo di sera prima di addormentarmi. Mah visto che la ragazza è così carina mi farò consigliare da lei..
Scendo e chiedo lumi su come passare la serata senza troppi impicci. La ragazza è prodiga di particolari ed inizia.
Vede il traffico incessante qui davanti è provocato dal fatto che questa è l'unica via di attraversamento al di fuori dell'autostrada di questa zona, è una statale ma qualsiasi mente sana non la classificherebbe valida nemmeno per la viabilità interna di un condominio.
Mi spiega che il traffico è peggiorato negli anni, prima quando è stato chiuso il lungomare per allargare un pò una passeggiata che già esisteva ma sopratutto per far pasteggiare i clienti dei pochi alberghi che insistevano sulla strada, nei solarium all'aperto liberi dal traffico delle eventuali auto. Ho l'impressione che anche qui il beneficio di pochi venga spacciato per irrinunciabile riqualificazione della città.
Poi è stata chiusa la parallela interna solo perchè per due ore di pochi giorni all'anno incrociava con la passeggiata di un noto viale un tempo sede di prestigiose boutique ed ora occupato da catene di basso profilo di quelle che si trovano benissimo e spessissimo nei centri commerciali. Sembra che gli stessi pochi alberghi ne avessero bisogno per portare le loro reception, un tempo disposte sul lungomare, sul viale interno. Aggiunge che però potrei cercare di raggiungere con l'auto la zona ma il parcheggio mi costerebbe 2 euro all'ora, insomma per una pizza ed una passeggiata con il parcheggio mi raddoppierebbe la spesa. Mi indica anche la possibilità di prendere una bici del bike sharing, ma dovrei tornare all'autostrada nel parcheggio adiacente, prendere una VipCar sempre se è disponibile, farmi portare davanti al palazzo del turismo, nel palazzo rivolgermi all'ufficio preposto per farmi dare una chiavetta, verificare se nel piazzale ne sono rimaste (ce ne sono ben 12) e tornare prima dell'una per restituire la chiavetta sempre che trovo una VipCar disponibile a riportarmi indietro, altrimenti devo trovarmi un taxi.
Vabbè, gli dico, sono disponibile all'insicurezza se però c'è qualcosa che vale la pena visitare. La ragazza che noto solo ora, indossa una maglietta bianca con inciso uno smile sorridente contorniato da una scritta "c'è chi dice no" e "no trc" mi dice che c'è un palazzone dei congressi costato (parole sue) un puttanaio, spento ed inutile ma portatore di molti debiti per le generazioni future, un viale un tempo mitico ora una specie di percorso di guerra per l'irregolarità del marciapiede dovute alle radici degli alberi, un lungomare di materiali cinesi vanto dell'amministrazione che in alcuni giorni fa godere l'olfatto di odori di fogna dovuti all'abbondante cacca calante dal paesone a nord che nel 2012 ancora non è riuscito a dotarsi di fogne sdoppiate ed è costretto ai primi accenni di pioggia ad aprire le cloache a mare, ma ovviamente s'è dotato di un buon doppione del fantomatico palacongressi. I debiti si fanno in compagnia, sopratutto quando le risorse sono scarse.
Mi viene in mente che non è molto che è piovuto in zona, non so se la ragazza ha calcato la mano per farmi rimanere a mangiare lì, ma opto per questa scelta, d'altronde non spendo molto tempo qui. Mangio, dormo e la mattina di buon'ora ho fatto colazione e sono pronto a riprendere la mia strada. Il traffico qui davanti è sempre incessante, per cui in attesa che si liberi la strada per immettermi il mio sguardo si sofferma sull'insegna del Motel Riccione90. C'è la scritta con i font (caratteri) che andavano di moda nel ventennio, sotto una strada stilizzata che punta verso colline sullo sfondo.
Mi viene alla mente che quelle colline si potrebbero riferire ad uno spot pubblicitario che vedeva come protagonista uno degli attori hollywoodiani fra i miei preferiti, protagonista di mitiche pellicole quali "il Laureato" e "Un uomo da marciapiede". Nello spot in mezzo ad invitanti verdi colline, declamando in improbabile italiano versi di uno dei più grandi poeti italiani di tutti i tempi pubblicizzava un'intera regione. A dire della stampa specializzata la cosa ha funzionato.
Nel mentre s'è fatto uno spazio sulla strada per inserirmi, addio Motel Riccione90, per una notte vai bene, da viverti per più tempo decisamente NO. Mai insegna fu più adeguata !!
martedì 14 febbraio 2012
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lunedì 6 febbraio 2012
Ma siamo proprio sicuri?
A quanto pare che chi afferma che non ci sono altre soluzioni a quella di cementificare il parco del Tirso....
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sabato 28 gennaio 2012
Ogni tanto ritornano
Purtroppo nonostante tutti i problemi che la piccola Riccione ha da risolvere c'é sempre qualcuno che continua a portare avanti progetti insulsi e contestati.
sabato 31 dicembre 2011
E dopo l'anno dei comitati del dissenso gli auguri per un 2012 migliore
Il 2011 ha visto la nascita di numerosi comitati di dissenso verso la politica riccionese. Come l'articolo giustamente riposta é stato un anno di forte sensibilizzazione e partecipazione popolare. Peccato che la stampa ha anche spesso riportato esempi di notevole degrado e malgoverno, un esempio il trafiletto a lato dell'articolo qui sotto pubblicato. Questo lo stato attuale delle cose.
Quindi con l'auspicio di poter registrare cambiamenti radicali ecco il nostro augurio per un sereno 2012.
Quindi con l'auspicio di poter registrare cambiamenti radicali ecco il nostro augurio per un sereno 2012.
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venerdì 30 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
Raccogliamo dal web e pubblichiamo volentieri con il consenso dell'autore
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
dopo anni di gioventù passati crescendo per le vie del centro Riccionese, sto ora vedendo crollare piano piano tutti quei punti fermi che avevo nella quotidianità. prima mi chiudono le Manfroni, le mie carissime scuole medie, poi adesso mi giunge la notizia della vendita delle scuole elementari di via Catullo....
aldilà del dolore che provo vedendo pezzi di storia Riccionese crollare uno ad uno, mi sorgono alcuni quesiti da porre:
tutti i bambini che abitano nel centro della città devono quindi d'ora in poi spostare le loro fatiche scolastiche all ' annika brandi??? o a fontanelle????
situazioni che già soffrono di congestionamento....
tutto questo di sicuro non aiuta le famiglie che si trovano a dover attraversare la città da una parte al altra, infilarsi in imbuti di traffico lunghi ed estenuanti.
tutto questo non giova ai bambini, che perderanno quella piccola autonomia personale, quella di poter in certi momenti dell anno recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.
tutto questo non gioverà al centro cittadino che sta sempre diventando di più un quartiere dormitorio......
vorrei ricordare al amministrazione che sono i servizi alla cittadinanza che servono a tener viva la città ed il quartiere......
ed i servizi sono: le scuole, i parchi, le chiese, i centri di quartiere, i negozietti......
le scuole le vendiamo......
i parchi li asfaltiamo.......
le chiese rimangono sempre chiuse....
i negozietti che son sempre stati l'anima del commercio e dell ospitalità riccionese devono chiudere a scapito dei centri commerciali........
piano piano il centro di Riccione sta morendo.... quando sarà morto definitivamente Riccione perderà il proprio appeal.
ma allora a chi giova questa nuova ed ennesima operazione edilizia a danno del cittadino????
solo al classico speculatore/costruttore di turno.....si perchè fare appartamenti li in centro.... anzi in centrissimo..... ancora tira.... ancora vende.......
non giova ai Riccionesi.
è ora di dire basta.
Gabriele Galassi
la sensazione che ho è sicuramente di dolore.......
dopo anni di gioventù passati crescendo per le vie del centro Riccionese, sto ora vedendo crollare piano piano tutti quei punti fermi che avevo nella quotidianità. prima mi chiudono le Manfroni, le mie carissime scuole medie, poi adesso mi giunge la notizia della vendita delle scuole elementari di via Catullo....
aldilà del dolore che provo vedendo pezzi di storia Riccionese crollare uno ad uno, mi sorgono alcuni quesiti da porre:
tutti i bambini che abitano nel centro della città devono quindi d'ora in poi spostare le loro fatiche scolastiche all ' annika brandi??? o a fontanelle????
situazioni che già soffrono di congestionamento....
tutto questo di sicuro non aiuta le famiglie che si trovano a dover attraversare la città da una parte al altra, infilarsi in imbuti di traffico lunghi ed estenuanti.
tutto questo non giova ai bambini, che perderanno quella piccola autonomia personale, quella di poter in certi momenti dell anno recarsi a scuola a piedi o in bicicletta.
tutto questo non gioverà al centro cittadino che sta sempre diventando di più un quartiere dormitorio......
vorrei ricordare al amministrazione che sono i servizi alla cittadinanza che servono a tener viva la città ed il quartiere......
ed i servizi sono: le scuole, i parchi, le chiese, i centri di quartiere, i negozietti......
le scuole le vendiamo......
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le chiese rimangono sempre chiuse....
i negozietti che son sempre stati l'anima del commercio e dell ospitalità riccionese devono chiudere a scapito dei centri commerciali........
piano piano il centro di Riccione sta morendo.... quando sarà morto definitivamente Riccione perderà il proprio appeal.
ma allora a chi giova questa nuova ed ennesima operazione edilizia a danno del cittadino????
solo al classico speculatore/costruttore di turno.....si perchè fare appartamenti li in centro.... anzi in centrissimo..... ancora tira.... ancora vende.......
non giova ai Riccionesi.
è ora di dire basta.
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venerdì 23 dicembre 2011
Nulla di nuovo sotto il cielo d'inverno
Ecco riecheggiare sulle pagine della stampa locale il nome di Zaffagnini, guarda caso ancora associato all'ennesimo abuso edilizio. Certo che a palazzo li scelgono proprio bene i dirigenti!
Saldi di fine stagione
Iniziano le svendite di fine stagione, quella che speriamo sia l'ultima stagione che vede alla guida della città di Riccione questa banda di incompetenti. Siamo infine arrivati alla svendita dei gioielli di famiglia, sintomo che ormai siamo proprio alla frutta.
mercoledì 21 dicembre 2011
Il ballo del mattone
C'è da essere sorpresi nel riscontrare come ancora oggi, nel 2012, a Riccione, la capitale del mattone, sia potuta resistere impavida. La piccola scuola elementare di viale Catullo infatti pare essere finita nel mirino degli amministratori mattonari che ormai a Riccione tramutano in cemento tutto ció che toccano.
Ma pare che la motivazione sia chiara: la scuola sarebbe una costruzione vecchia e pertanto non a norma e dispendioso da gestire. Ai più appare invece che l'unica colpa della scuola elementare sia quella di avere un giardino troppo grande. Vorrete mica che i bambini durante la ricreazione corrano troppo?
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