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lunedì 2 gennaio 2012

Per Quelli Che (di Alberto Nardelli)


Avrei preferito andare al cinema. Ma sto anche io assistendo in streeming al Consiglio comunale di Riccione. Al di là del livello filologico, su cui stendiamo un velo pietoso, mi sembra che la maggioranza sia in piena crisi di identità. sono tutti trincerati nel fortino delle banalità, in delirio ideologico, con la consapevolezza di essere in balia della loro inadeguatezza. C'è un elemento che li confonde e li destabilizza. E non sono i referendum o la loro ammissibilità. Piuttosto è aver capito che dietro i referendum, su entrambi i referendum, ci sono gravi errori politici, scelte dannatamente approssimative., sui allora come oggi chi ha deciso lo ha fatto d'autorità di ruolo e di leadership. Ma soprattutto c'è la scoperta di non essere all'altezza del futuro di questa città. L'atteggiamento è di chi vuole chiudere con un passato ed un presente fatto di insipienza e di superficilità. Ma sanno bene che non sono attrezzati per il futuro. Dicono no al referendum perchè solo così rafforzano la loro convinzione di essere ancora classe politica. Fanno quadrato per esserci, ma farebbero davvero a meno.

Alberto Nardelli

venerdì 23 dicembre 2011

"Sconfortante!"

Citiamo integralmente un post tratto dal sito FB di Alberto Nardelli, ne vale veramente la pena!


Sconfortante! E' questo il laconico giudizio che mi viene di dare, senza stare troppo a pensarci, sulla seduta del Consiglio Comunale di Riccione di ieri sera, (che ho interamente seguito in streaming). Non vorrei sembrare offensivo o troppo irriverente, anche se a pensarci bene, in realtà, dovrei essere io e tutti i riccionesi che hanno seguito i lavori ed ascoltato gli interventi - soprattutto quelli che si sono succeduti, sotto l'effetto compulsivo della sindrome di Pavlov, dai banchi della Maggioranza, a doverci sentire fortemente offesi. Offesi per la superficialità, l'improvvisazione e l'assoluta sciatteria a cui, ascoltandoli, siamo stati costretti ad assistere. Immagino e condivido il fatto che per decidere di fare politica e assumere un incarico pubblico, legittimamente e democraticamente eletto, non debba essere necessario essere dei grandi oratori e meno che meno degli intellettuali "gramsciani" della politica. Immagino e concordo che i valori, le responsabilità e l'impegno debbano essere, loro sì, le leve della differenza. Ma santo Dio, non è possibile né accettabile dare quello sconfortante spettacolo a cui ho assistito ieri sera. Uno spettacolo impietoso. L'italiano fatto a pezzi, massacrato sul tagliere dell'improvvisazione e della impreparazione. Interventi buttati lì, senza capo nè coda. Solo riottosi. Drammaticamente sgrammaticati, dispersi nella nebbia di una improbabile e accoltellata sintassi, abbandonati alla deriva della ricerca della banale e stupida frase ad effetto. Per giunta sbagliata, quindi ridicola. Un avanspettacolo da teatro di periferia. 

Non è accettabile che chi siede in un Consiglio Comunale, a rappresentare la propria città e il suo decoro istituzionale, non senta la necessità di prepararsi a dovere. Non senta il bisogno di attrezzarsi a risolvere le proprie inadeguatezze e umane fragilità. Esponendosi così malamente al ridicolo e alla gazzarra della commiserazione. Parlare in pubblico e a braccio è esercizio assai difficile anche per i più avvezzi oratori. Che infatti, preparano i loro interventi, con appunti e scaletta. Alcuni consapevoli della loro difficoltà, li leggono. Un gesto di assoluto e garbato rispetto verso chi ascolta o chi deve ascoltare. Lo stesso Nazareno, che, grazziaddio, gode di una ottima capacità oratoria - cosa di cui qualche volta purtroppo approfitta, esagerando - non l'ho mai visto intervenire senza brandire in mano il foglio dei suoi appunti.

E' davvero intollerabile solo pensare che l'immagine che questi improbabili consiglieri dalla grammatica accartocciata e dal linguaggio improvvisato e latitante, diano la sensazione di essere lì per caso. Di passaggio. Distratti, purtroppo e a loro insaputa, da altre faccende o da altri impegni, che sembra possano considerare meno gravosi oltre che assolutamente meno noiosi.

giovedì 15 dicembre 2011

c'é nessuno laggiù??

A Riccione i comitati pro referendum sfidano il consiglio e lo mettono alla prova chiedono sensibilità nei confronti della città. 

Riportiamo la lettera che é stata inviata ai membri del consiglio comunale che la sera del 22 dicembre dovranno discuterne la fattibilità.


Cari Consiglieri,

come certamente saprete, nel Consiglio Comunale del 22 p.v. si discuterà la richiesta di referendum consultivo sul pontile e sulle palazzine nel parco del Tirso.

Vi invitiamo a riflettere serenamente sul significato di queste richieste di referendum. I cittadini non intendono scavalcare quanto disposto dal Regolamento Comunale sui temi in questione. Non stiamo infatti parlando di consultazione abrogativa. La raccolta delle firme, nonostante il parere di inammissibilità espresso dai saggi, non è stata una forzatura in quanto espressamente prevista dallo stesso Regolamento. Indipendentemente dalla lettura politica che se ne è voluto dare, la raccolta firme è stata un’autentica esperienza fattiva, espressione schietta di entusiasmo dei riccionesi per la Cosa Pubblica, non certo disfattismo né negazione della progettualità.

La città chiede infatti di essere interpellata sulla filosofia a cui gli interventi in questione si ispirano. I riccionesi come cittadini si interrogano: il consumo di territorio che i due progetti comportano è giustificato? E’ accettabile? Dove sta andando la Perla Verde? E’ questo il futuro che vogliamo?

L’abbondanza di firme a sostegno del referendum, ben oltre il minimo richiesto, raccolte in appena due settimane, dice che questi temi sono profondamente sentiti dalla città ed è indicativa di quanto sia diffusa l’esigenza di una consultazione cittadina.

In un momento storico come questo, dove la situazione di crisi imperante ed il quadro politico nazionale non fanno altro che deprimere e sfiduciare la gente, Vi chiediamo di dare ai Vostri concittadini motivo di credere che il loro sentire non vi lascia indifferenti. La gente ha bisogno di credere nelle istituzioni. I cittadini vogliono contribuire, democraticamente e nei modi loro consentiti, alle discussione delle azioni di governo che influiranno sull’identità della loro città. I Vostri elettori e i Vostri concittadini tutti non chiedono semplicemente di poter esercitare un diritto democratico sancito dalla legge, ma soprattutto chiedono a Voi di non impedire che il loro amore per la città di Riccione possa avere voce.

Confidando di non trovarvi sordi a queste istanze, Vi ringraziamo fin d’ora per la considerazione che vorrete avere nei confronti dei riccionesi.

Cordiali saluti ed auguri di Buone Feste

I comitati referendari